La rubrica alcolico-letteraria

1908226_361188270686644_1876373965_nRitorna la rubrica alcolico-letteraria del lunedì. Oggi vi parliamo di un libro, di un autore e di uno stile di vita: “Il bar delle grandi speranze” di J.R. Moehringer.

Moehringer è l’autore di Open, la biografia di Agassi, per capirci. Ed è un raccontatore di storie. In questo libro racconta la sua: cresciuto da una madre single, in cerca di figure paterne, le trova nella varia e avariata umanità del bar della zona, dove butta al vento la maggior parte del suo tempo diventando uomo. Il bar è la costante nei primi anni della sua vita, l’unico vero punto di riferimento nella confusione inquieta di un adolescente. Prima dell’avvento dei telefoni cellulari e di internet, il bar era la rete, era il microcosmo dove passavano le vite di tutti, era il luogo dove tutti sono uguali e tutti erano interconnessi. Il bar è il luogo dove tutti sono uguali, il giovane a l’anziano, il chirurgo e l’inserviente, tutti valgono uno, ognuno è esperto di un campo specifico ma tutti sanno tutto di tutto. Siamo animali sociali e il bar è dove si forma il branco, dove si passa il tempo. Il posto dove festeggiare i propri successi e piangere i propri fallimenti, qualsiasi cosa succeda lui è sempre lì ad aspettarti a braccia aperte.

Se dovessi spiegare a un ragazzo cos’era il bar ,direi che era come Facebook, Twitter e Wikipedia messi insieme, con un gran puzzo di fumo e molto alcol.

Alla prossima settimana.

E ricordate: ubriachi spesso, ignoranti mai.

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